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sabato, 06 settembre 2008

Ad una figlia - (lettera scritta, ma mai data)

                                            Febbraio 2008
M., dolcissima M..

Non piangere piccola mia...
anzi piangi ...se questo ti aiuta a liberare quella sofferenza che si è improvvisamente impadronita della tua anima e del tuo cuore.
Ti guardo soffrire ed ascolto i tuoi gemiti di disperazione che il tuo cuore di fresca fanciulla è costretto a conoscere con violenza, in maniera inattesa, impreparato ...spaesato.
Ti chiedi perchè...perchè sia successa proprio a te la sorte di assaporare un sogno di così breve durata.
Ti ho visto coinvolta, piccola mia. Molto coinvolta. Ti ho visto ansiosa di vivere questo momento.
L' hai fatto.
Non so descriverti il meraviglioso senso di appagamento, di godimento che si era impossessato di me nel vederti così felice.
Ho colto, senza farmene accorgere, i tuoi più piccoli segnali inconsci che indicavano una diversità di comportamenti dal tuo solito.
La tua grazia, prima di tutto, era accentuata, la tua femminilità,  la tua dolcezza, la pulizia e la profondità del tuo sguardo innamorato mi riempiva il cuore di gioia pura, vera, autentica.
Nella tua discrezione, che ti è propria, hai cercato di simulare un distacco che non rispondeva alla realtà, tanto era evidente, per chi ti ama, che qualcosa era cambiato.
La mia piccola M. che affronta le sue prime, intense, vere emozioni dell' esser donna nel modo più pulito e desiderabile che ci possa essere: con sincerità, schiettezza, abbandono ad un sogno che si concretizza.

Devi sapere che  questa tua dimensione di felicità aveva contagiato anche me.

E' stato dolcissimo, mentre ero in studio, sentire improvvisamente il rumore della stampante che si avviava per stampare il tuo biglietto aereo. Ho smesso di lavorare per prenderlo, leggerlo e per lanciarti un dolcissimo, affettuoso pensiero. Ti ho immaginato mentre lo facevi, mentre preparavi la tua valigia, mentre organizzavi il tuo viaggio a Londra. Ti immaginavo intenta a leggere la lista delle cose da portare, ti 'sentivo' felice.
E tutto questo è proseguito anche dopo la tua partenza. Ti ho immaginato a Londra, ansiosa di veder comparire davanti a te la persona che lì hai raggiunto per vivere il tuo amore.
Piccola mia, non ho fatto altro che immaginarti.
Ho 'visto' il tuo dolcissimo volto, i tuoi meravigliosi occhi da cerbiatta, e il tuo stupendo sorriso, mentre facevi il brindisi per il tuo compleanno accanto al tuo lui.
Ho 'sentito', credimi piccola mia, l' intensità del tuo abbandono e del tuo innamoramento...anche se poi mi è piaciuto, davanti a te, scherzare e minimizzare su questo fatto, ma l' ho 'sentito'.

E ho sentito la morte nel cuore nello scoprirti improvvisamente singhiozzante davanti alla tua scrivania, con la mamma accanto, intenta a darsi una spiegazione di ciò che era successo.

M., dolcissima figlia mia.
Solo il tempo.
Solo il tempo guarirà le tue ferite. Ma sii serena e tranquilla perchè le guarirà completamente. Ti rimarrà il dolcissimo sapore di una dolcissima e brevissima storia vissuta con intensità di cui magari non pensavi neppure di essere capace o pronta, e per questo più coinvolgente.
Solo il tempo.
Solo il tempo ti metterà a disposizione tutte le occasioni possibili che ti consentiranno, se lo vorrai, di riconoscere, tra le tante che avrai conosciuto, quella persona 'speciale' (perchè così dovrà essere, per essere allineato a te che SEI speciale) che ti potrà stare accanto.

Solo il tempo.
Solo il tempo farà prendere coscienza a R. cosa si sia perso per strada.
E non ci sono parole per descrivere quello che proverà, appena più maturo di adesso, nell' acquisire questa consapevolezza.
E questa sarà per lui una sorta di punizione le cui conseguenze condizioneranno probabilmente i suoi percorsi futuri.

Tu torna a vivere la tua vita, piccola mia.
Hai la famosa autostrada di cui ti ho parlato in un' altra mia lettera, davanti a te. Quest' autostrada è un continuo rotolamento in avanti, e devi far finta che in questo momento tu stia semplicemente facendo una sosta in un autostazione per rifornirti.
Di questo si tratta piccola mia, devi rifornirti di consapevolezze, certezze, prese di coscienza di ciò che sei e di ciò che vali, e questa dotazione di 'mezzi' ti permetterà di essere sempre più forte.
A questo puoi aggiungere il ricordo, scremato, grazie al tempo, della sua quota di dispiacere, della bella esperienza vissuta.
Che comunque ti è servita. Hai la tua nuova dimensione di non più ragazza, ma di donna. E con questa consapevolezza, e pure con il supporto dell' amore infinito della tua famiglia, riprendi tranquillamente la tua strada non senza stampare sul tuo bellissimo volto uno dei tuoi dolcissimi, tenerissimi, meravigliosi sorrisi.

A questo punto non so neanche se questa lettera te la farò leggere mai..forse sì o forse no.
Comunque ho obbedito ad un impeto interiore che non sono riuscito a controllare e allora l' ho scritta.
Almeno, per ora comincio a star meglio io, che ho vissuto questa tua breve storia con una partecipazione enorme di cui probabilmente non ti sei resa conto....e, se la leggerai.....se te la farò leggere, dopo forse...o anche senza forse, starai meglio anche tu.

Ciao piccola mia, stammi bene, anzi, stammi meglio.


Il tuo papi.






postato da: 176tasti alle ore 01:46 | link | commenti (4)
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venerdì, 21 marzo 2008

La clessidra

Sempre questa maledettissima malinconia che mi attanaglia...
Cazzo.
Mi toglie la voglia di fare, costruire, vedere...vivere, in definitiva.
Respiro, neanche tanto bene per via di una rinite che mi deve aver gonfiato i turbinati come due cocomeri, e quindi deduco che sono vivo.
Mi prendo delle finestre temporali brevissime perchè mi spaventa il futuro. L'altalena veloce dei miei stati d' animo mi costringe a questo. Progetto cose che poi non faccio e non vedranno mai la luce. Le mie cadute di tono indeboliscono la mia volontà.
Faccio la clessidra. Aspetto che passino i due o tre giorni di arco temporale su cui è tarata e poi mi rigiro, sottosopra, dispiaciuto di avere sprecato i tre giorni senza costrutto, ma anche contento di non aver perso tempo a fare qualcosa che non sarebbe servita a un cazzo.
Ora sotto con un altro giro. Dieci volte al mese. Centoventi in un anno.
Meno male che c'è la musica da ascoltare a tirami giù..
Non c'è che dire. In questo periodo mi sto togliendo un sacco di insoddisfazioni.



postato da: 176tasti alle ore 02:35 | link | commenti (3)
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venerdì, 05 ottobre 2007

La speranza

Si riparte....che il cielo mi assista. Me....e tutti coloro che faticosamente si rimettono in moto dopo la burrasca.
postato da: 176tasti alle ore 00:25 | link | commenti
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sabato, 09 giugno 2007

La profonda riflessione

Distratto come sono dalle cose del vivere quotidiano forse non me ne accorgerei neanche....
No, non me ne accorgerei neanche... se non fosse così forte, profondo, penetrante, piacevole, il profumo della natura di questo periodo dell' anno.
Profumo di erba, di foglie giovani, di fiori multicolori, e suoni...di uccelli, di rami che si muovono dolcemente obbedendo all' invito del venticello che li attraversa, bimbe che giocano contente nel prato. E' bello, bellissimo.
Mi dò un pizzico per capire se quello che percepisco è vero oppure no..
Ebbene: è vero, verissimo. Tutto ciò esiste e lo sto vedendo con i miei occhi...
Sembra quasi la pubblicità del 'Mulino bianco'...Lo avverto...Sì è così...non mi sbaglio.
Ma se è così, perchè ogni tanto mi viene la voglia mandare a fanculo tutti...tutti quelli che fanno quotidianamente l' impossibile per rovinare il mio...di 'Mulino'?

Inizierò una profonda riflessione in proposito.
postato da: 176tasti alle ore 16:59 | link | commenti (2)
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giovedì, 07 giugno 2007

Questa non ci voleva

Già dal mattino di qualche giorno fa avevo iniziato a pulirmi gli occhiali con un' insistenza mai esercitata prima.
Il fatto era che tutto ciò che guardavo era disturbato da piccole ombre o macchiette o filamenti scuri che passavano davanti al mio occhio destro e risultavano estremamente fastidiose (annoying, come direbbero coloro che parlano bene inglese).
Il primo istinto è stato più volte quello di pulire i miei occhiali. L' ho fatto ma non ha funzionato.
Il secondo istinto è stato quello di vedere se ci fossero degli insetti che si divertivano a volare davanti al mio occhio destro. Ho provato a scacciare questi immondi insetti ma non ha funzionato neppure questo.
Non c' era nessun insetto da scacciare.
A quel punto ho creduto di intuire la tremenda verità: vuoi vedere che mi si è staccato il corpo vitreo?
Infatti pare che quando questo corpo vitreo si stacca (non è detto che ciò avvenga obbligatoriamente e che ciò avvenga a tutti. Diciamo che c'è una predisposizione maggiore per i miopi specialmente non più giovanissimi) lasci come conseguenza qualche rimasuglio di sostanze (come chiamarle? proteiche?, organiche? mah!) che a quel punto si mettono a nuotare allegramente NEL corpo vitreo e quando passano davanti al campo visivo il soggetto le nota.
Possono quindi essere delle forme e dimensoni più svariate. Spirale, puntino nero, sfilacciature varie, cerchi che si aprono fino a diventare una linea retta e linee rette che si incurvano fino a diventare cerchi. Il tutto nel tuo campo visivo e beffandosi bellamente di te che vorresti strappartele di lì infilandoci un dito e cercando di tirarle fuori.
Si chiamano 'miodesopsie'. E purtroppo non c' è cura.
E' sempre stato ritenuto un tipo di patologia di secondaria importanza (infatti non è letale) e quindi la ricerca in Italia e nel mondo per questo tipo di fastidio (che comunque a seconda della quantità di queste miodesopsie in un singolo occhio, possono essere ESTREMAMENTE invalidanti, fino a compromettere la corretta visione e quindi fino a compromettere la qualità stessa della vita di una persona) è praticamente assente.
Questa è la premessa.
Poi lo sviluppo.
Ho preso un appuntamento velocissimo con il mio oculista per controllare il mio occhio, anche perchè oltre ai punti neri e mosche volanti di cui sopra, vedevo, specialmente al buio, dei flash luminosi all' angolo destro dell' occhio.
Mi sono documentato e ho appreso che vedere questo tipo di flash oltre ad avere le miodesopsie, può voler dire che il corpo vitreo non si è ancora staccato del tutto ma che comunque sta facendo un pò di trazione nei confronti della retina con la piccola parte del vitreo stesso ancora attaccata.
Questo denota una forma di rischio per la retina, perchè uno 'strappo' più violento del dovuto da parte del vitreo potrebbe portare come conseguenza una lesione alla retina o un inizio di distacco della stessa.
Fiducioso che questo non fosse il mio caso sono andato all' appuntamento con il mio oculista.

Atropina. Fuori dallo studio in attesa che l' atropina facesse effetto.

Rientro nello studio con gli occhi sbarrati come uno zombie.

Buio nella stanza. Solo una lucina fortissima sparata negli occhi per vedere questo benedetto fondo dell' occhio.
Occhio sinistro ok.

Il mio cuore per niente ok perchè andava a mille. Si lo ammetto sono un pò ipocondriaco, ma, suvvia, confessiamolo: lo siamo un pochino tutti o no?

Ora tocca all' occhio destro.

Una smorfia ed un commento dell' oculista (sparato in modo confidenziale visto che siamo amici) mi hanno fatto gelare il sangue:
'Meno male che sei venuto subito'.
Ed io: che vuol dire, che c'è, che succede?
Bene la risposta è stata che il corpo vitreo si era staccato, ma facendolo aveva tirato un pò troppo la mia retina causandole un parziale distacco o lesione (non ho capito bene data la mia condizione psicologica di quel momento). Comunque se non fossi venuto qui, sicuramente in breve tempo avrei avuto un distacco COMPLETO della retina con tutto quello che consegue (intervento chirurgico, rischio dell' operazione...ecc..ecc...).
Morale: le parole del mio amico oculista:
Adesso NON te ne vai a casa, aspetti dieci minuti in sala d' attesa che l' atropina che ti ho aggiunto adesso faccia effetto e ti faccio un intervento URGENTE di laser per 'cerchiare' la lesione.
Ho potuto solamente dire di si...
Al momento da lui ritenuto opportuno mi ha fatto entrare in una stanza con apparecchiature elettroniche in serie e mi ha fatto sedere davanti ad una di esse.
Non mi ha visto tranquillo e allora si è premunito di spiegarmi per filo e per segno COSA avrebbe fatto, COME lo avrebbe fatto e QUANDO lo avrebbe fatto (grazie W.) , in modo da prepararmi a ricevere le scariche di laser nell' occhio.
In effetti non c'è un vero e proprio dolore. C'è invece una sorta di bruciorino delimitato al punto di impatto della luce laser. Diciamo che siccome ha dovuto letteralmente cerchiare la lesione, ha ritenuto opportuno fare una prima passata e poi una seconda ripassata a cerchio per completare l' opera.
Ci saranno state una quaranta o cinquanta scariche che mi sono 'cuccato'. Mentre faceva quest' intervento ho pensato a come si faccia  a cucire una toppa su una stoffa con una macchina da cucire di quelle elettroniche di adesso, con l' ago perfettamente allineato, programmabile e quant' altro.
Mi sono sentito un pò 'rattoppato' in effetti, ma la sua faccia soddisfatta alla fine dell' intervento (poco più di dieci minuti in tutto) gli faceva dichiarare tranquillamente: Ok, abbiamo risolto benissimo. Ho cerchiato tutto per bene. Adesso bisogna aspettare qualche giorno che queste 'saldature' laser diventino effettive e si fondino completamente con il tessuto naturale (2 settimane circa), dopodichè puoi tornare a fare movimento e sport a volontà se ne fai.
Mi è venuta spontanea una battuta: anche gli sport estremi? Si certo, ma perchè che sport estremi fai?
Sono riuscito a strappargli una risata quando gli ho detto che il mio sport più estremo e rischioso era di alzarmi da una sedia ed andare a sedermi ad un' altra :-(
Al di là delle battute, in definitiva ho il morale sotto i tacchi.
Vedere queste cazzo di 'mosche' davanti al mio occhio (ma sono dentro purtroppo) mi innervosisce.
E sapere di avere una lesione (anche se riparata) alla retina mi innervosisce.
Poi mi guardo intorno. Vedo quello che succede. Vedo chi soffre. Chi soffre davvero... e mi pare di essere un perfetto stronzo a lamentarmi di ciò che mi è capitato adesso.
Diciamo che è un periodo un pò sfigato.
Questo è capitato in aggiunta ad altre cose di questo ultimo anno che di per sè mi avevano tolto serenità ed entusiasmi.
Continuo a sperare ci possa essere un pò di serenità per tutti...per tutti...per tutti e, consentitemi,
...me compreso.






postato da: 176tasti alle ore 18:13 | link | commenti (3)
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martedì, 22 maggio 2007

ed ora...

Ho perso qualcosa.....ed ora non sto un granchè bene.....
tutto nella norma di questo periodo quindi.....
postato da: 176tasti alle ore 23:06 | link | commenti (1)
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sabato, 05 maggio 2007

Terapia d' urto

Ne avevo sentito parlare ed ho voluto provare...
farmi passare le tristezze, le paure, le angosce a suon di ottimo cioccolato fondente con un minimo di cacao dell' 80%...
Mi sembra funzioni alla grande...
Tutto appare più soft...meno terribile di come è...più abbordabile....
Certo occorre che la quantità assunta non sia ...modica, ma, diciamo così, congrua, e questo è l' unico aspetto antipatico della situazone, perchè occorre farne una scorta sostanziosa e nasconderla in maniera adeguata in posti impensabili come scatole degli attrezzi, retro dei volumi in libreria, interno di vecchie casse acustiche in disuso....ma fatto ciò il gioco è fatto.
Il piccolo inconveniente che ne deriva è che occorre poi (magari molto poi) controllare il colesterolo nel sangue che sarà aumentato in maniera da far spavento, ma....ci sono integratori apparentemente naturali che si possono prendere per abbassarlo, poi bisogna prendere qualcosa per attenuare gli effetti collaterali eventuali di questi integratori, poi bisogna prendere qualche altro integratore naturale per abbassare gli effetti collaterali di questo qualcosa che avrebbe dovuto attenuare....non si sa bene che..
Forse è meglio non pensarci....
....ma si può vivere senza pensare?



postato da: 176tasti alle ore 10:46 | link | commenti (4)
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lunedì, 09 aprile 2007

Ad una figlia...

Cosa possiamo insegnare ad una figlia oltre le naturali ovvietà che derivano dall' appartenere ad una famiglia unita?
Come si fa ad insegnare cosa è giusto e cosa sbagliato? cosa sia opportuno e cosa fuori luogo? cosa sia necessario e cosa superfluo? Sembra facile ma... come si fa quando la loro personalità, figlia della loro giovanissima età, le predispone a rifiutare insegnamenti, indicazioni, consigli e quant' altro?
Come si fa a dir loro che la vita è un incredibile miscela di eventi, accadimenti, lezioni da imparare, fatiche da sopportare, mete da raggiungere, dolori da smaltire in silenzio......?
Come si fa ad addolcire una sera di Pasqua quando ti vedi tua figlia che piangendo si dispera perchè il suo fidanzatino l' ha appena lasciata?
Credo che non mi lascerò andare ai soliti discorsi del tipo '...te lo avevo detto che non era quello giusto....' ecc..
No. Niente di tutto ciò...Semplicemente l' abbraccerò e conterò su quella piccola grande cicatrice che da questo momento avrà nella sua anima per dire a me stesso che non sarà solo la mia esperienza indiretta, ma anche la sua diretta a guidarla un pò di più nel futuro.
In bocca al lupo piccola V....
Da domani inizia un altro giorno e, anche se non te ne rendi conto adesso, tu sarai notevolmente più forte...e mi piacerà saperti più forte.
Ti amo, piccola mia.


postato da: 176tasti alle ore 01:53 | link | commenti (1)
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domenica, 08 aprile 2007

Non ho sonno....
Non mi viene....Troppi pensieri stanno nuotando nella mia mente per consentirmi di rilassarmi a sufficienza per potermi abbandonare nelle braccia di Morfeo.
E non sono bei pensieri.
Ho paura che stiano prendendo il sopravvento perchè sempre più spesso mi capita di essere travolto dai miei incubi.
Debbo tenere la mente impegnata, debbo fare, costruire qualcosa, creare, tenermi l' anima in attività perchè altrimenti il veleno del mal di vivere, della rassegnazione, della depressione mi carpisce e mi condiziona....mi opprime.
A momenti....ma a volte sono momenti che durano non più ore, ma giorni interi, mi sembra di essere incapace di fare alcunchè...
Le mie emozioni, le mie sensazioni, i miei stimoli...tutto ciò che mi ha consentito in passato di trovare la forza e l' entusiasmo di costruire qualcosa nella vita sono ora quasi anestetizzate.
La voglia di non provare delusioni, per il timore di non farcela a superarle, mi impedisce si avere illusioni...intese come obiettivi da cercare di raggiungere, come slancio emotivo necessario e sufficiente ad organizzarmi uno straccio di condotta di vita che contenga quel minimo fisiologico di creatività che mi è sempre appartenuto nel passato ...e che ora non so dove cazzo sia finita.
Inerzia.....accidia....sono due compagni di percorso che vorrei tanto avere la forza di prendere a calci nel culo..
...ho un bisogno fortissimo di ritrovare la piena fiducia in me stesso...ho un bisogno assoluto di capire perchè sono spaventato dalla vita pur amandola in tutte le sue forme. Ho bisogno di capire se sto crescendo o sto invecchiando....ho bisogno che qualcuno, anche in questo blog, mi dica una parola, una sola parola che mi faccia capire che una luce, una piccola fiammella, la posso trovare dentro di me ed utilizzarla per ricominciare a continuare a vivere...





postato da: 176tasti alle ore 02:57 | link | commenti (3)
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giovedì, 15 marzo 2007

Ad una madre...

"Mamma....pensa che onore.....pensa chi è venuto a trovarti...M. è qui....e ti sarebbe piaciuto conoscerlo anche prima....mi dispiace che tu adesso non lo possa vedere...."
Con queste parole O. mi ha introdotto in quella stanza...e in quella stanza lei, la madre, era lì ...sul suo letto di morte...
uno scricciolo di donna...aveva appena terminato la sua avventura terrena. Le due figlie, una delle quali mia amica e preziosissima collaboratrice, colei che mi aveva appena 'presentato' a sua madre morta, non ce la facevano neanche a parlare, devastate dai singhiozzi e dalle lacrime.
Il loro legame ultimo con la loro famiglia di origine era lì sopra quel letto e con la sua fine aveva significato l' abbandono totale a sè stesse..il rivoluzionamento di due esistenze piene di attenzioni e cure per questa piccola grande donna che i suoi malanni avevano reso bisognosa di cure ed attenzioni.
Ero lì ad osservare cosa succede quando una madre se ne va....la disperazione e l' angoscia di cui sono stato testimone mi hanno fatto scioccamente desiderare di cogliere un qualche piccolo impercettibile movimento del corpo di quello scricciolo sul letto per poter urlare ad alta voce ad O. e a sua sorella che era stato solo un incredibile spaventoso incubo da cui era opportuno che si risvegliassero. La loro mamma era lì viva, si muoveva.....questo avrei voluto poter fare....per restituire un favore, quello massimo, ad una persona che di favori me ne ha fatti a decine... mi sarebbe piaciuto poter dir loro ' guardate che è viva....si muove...l' ho vista io....'.
Ho preso atto dell' inconsistenza delle nostre aspettative e desideri folli..
Lo scricciolo di donna era lì...sul suo letto e si era portata dietro anni di vita vissuta accanto alle figlie, con la memoria dell' uomo che l' aveva resa vedova tanti anni prima, con la forza che questo stato di cose l' aveva in qualche modo arricchita.
Mi sono chiesto chi si sarebbe accorto della sua morte a parte le persone care della sua limitata famiglia..
Ho immaginato un burocrate del comune stilare un ennesimo certificato di morte con un nome che sarebbe somigliato più ad un numero che ad un contenuto di vita....
Come può essere diverso l' approccio alle varie sfaccettature di umanità che ci circondano.....
Quello che è ...e sarà un nome-numero su un certificato, è in realtà una vita piena di significati e di storia che non c'è più....
Eppure sono convinto che guardando il cielo da stasera in poi ci sarà una stella di meno nell' esplosione di luci del firmamento.
Esattamente così...non può che essere così.....e sarà la forma di lutto che il nostro cielo dai miliardi di stelle metterà in atto.
Ne spegnerà una tra le più luminose perchè la persona che è morta.....quello scricciolo di donna su quel letto di morte...era una donna...ma era prima di tutto ...una mamma.

Ciao O.
postato da: 176tasti alle ore 02:09 | link | commenti (3)
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